Circolo Legambiente Monteverde "Ilaria Alpi"

Costruiamo bellezza nel XII Municipio di Roma


2 commenti

Noi siamo per un nuovo ciclo dei rifiuti a Roma e nel Lazio

Nel pieno della crisi del ciclo dei rifiuti su Roma e con le inevitabili polemiche che caratterizzano in negativo la vita politica di questo periodo di forti conflittualità e spiriti di appartenenza, il Circolo Legambiente Monteverde “Ilaria Alpi” non vuole sottrarsi al dibattito sia per l’argomento “sensibile” per ogni ambientalista, sia per il rispetto del nome che portiamo in termini di giustizia e verità sulle problematiche ambientali. Vogliamo riportare al centro del dibattito la problematica della gestione dei rifiuti che sta creando una vera e propria emergenza nei cittadini romani e indicare in chiave ambientalista (che poi sono quelle del buon senso e del raziocinio) possibili soluzioni, peraltro da tempo già indicate in convegni e atti pubblici.

Oggi a Roma succede questo:

  • Ogni giorno si producono circa 5mila t di rifiuti, di cui circa 2mila di differenziata e la restante tal quale, che poi in parte viene trattata negli impianti di trattamento meccanico biologico TMB (4 sono gli impianti presenti a Roma) e inviata in discarica o inceneritori in Regione e fuori Regione.
  • Sulla parte della differenziata (peraltro di non eccelsa qualità in quanto la parte predominate è quella da cassonetto ed il porta a porta è molto limitato), carta e plastica vengono inviate in strutture private presenti in regione; mentre nell’umido assistiamo ad un caso paradossale in quanto ogni giorno si verifica l’esodo di 160 articolati che partono carichi di organico differenziato e raggiungono gli impianti in provincia di Pordenone e Padova per trasformare questa materia in compost e biometano, con benefici dei siti del nord est e aggravi per le tariffe romane.

Si tratta di un sistema debole sia per efficacia – in quanto basta un piccolo incidente, una manutenzione non prevista, una rivendicazione sindacale per interrompere il ciclo e creare accumuli di immondizia sulle strade – che per eventuali infiltrazioni di illegalità data la interconnessione con strutture private e le molte mediazioni che ha lungo la sua filiera. I motivi per cui siamo arrivati a questo punto è quello della mancanza di progettualità da almeno 20 anni di tutti i governi cittadini e regionali che si sono succeduti e che hanno avvallato questo modello di gestione che è nato ed è funzionale per portare i rifiuti in una buca o bruciarli. A Roma oggi quello che manca in maniera evidente sono una raccolta differenziata migliore dell’attuale e gli IMPIANTI per il riciclo dei rifiuti.

Cosa propone il CIRCOLO LEGAMBIENTE Monteverde “Ilaria Alpi”

  1. La cosa più importante che chiediamo è in chiave politica, Roma deve estendere la raccolta porta a porta a tutta la città e dotarsi di impianti propri per il riciclo dell’organico; deve costruire almeno 15 impianti da 30 mila tonnellate di digestione anaerobica dislocati nei vari municipi in modo da trasformare questo rifiuto in biometano e compost. Questo servirebbe anche da volano per aumentare la raccolta differenziata e il riciclo e quindi abbassare la quota di indifferenziata e fermare la tentazione di fare altri impianti TMB, togliere dalla strada l’umido che è la parte che più impatta in termini di decoro e odori, fermare quella follia del trasporto su gomma che avviene ogni giorno e avere una ricaduta in termini occupazionale negli ecodistretti. I siti degli ecodistretti devono essere dislocati su tutto il territorio cittadino e questo siamo sicuri provocherà inevitabili ripercussioni dal punto di vista del consenso, ma dobbiamo partire da un assioma che non esiste un ciclo virtuoso dei rifiuti senza impianti. Quindi noi dobbiamo essere intransigenti nell’indicare una strada alternativa agli inceneritori e alle discariche ma la politica deve dire senza ambiguità che gli impianti vanno costruiti nel proprio territorio e non aspettare che altri più o meno lontani si accollino il problema. Se succederà questo noi faremo la nostra parte in termini di informazione e partecipazione attiva al progetto.
  2. La parte indifferenziata che tenderà a scendere, verrà trattata dagli impianti TMB presenti sul territorio (prioritariamente in quelli pubblici) con una logica totalmente diversa da quella attuale, cioè devono diventare delle proprie “fabbriche di materiali” potenziando la fase di selezione e aumentando le rese di recupero in maniera consistente.
  3. Oltre a questi ogni municipio deve dotarsi all’interno dell’ecodistretto di isole ecologiche che prevedano spazi dedicati al riuso e alla preparazione al riutilizzo di materiali. Questo permetterebbe a categorie sociali che non possono permettersi di comprare prodotti nuovi di usufruire di questo nuovo ciclo di vita del riuso. Attualmente le isole ecologiche presenti sul territorio sono solo 5, decisamente troppo poche per una città di 2,6 milioni di abitanti.
  4. Bisogna incentivare una politica improntata alla prevenzione dei rifiuti con l’obiettivo nei prossimi 5 anni di ridurre la produzione di questi del 10% (cosa possibile), promuovere l’acqua di rubinetto, il compostaggio domestico, fare accordi con i commercianti e con la distribuzione per ridurre gli imballaggi, pensare a feste e sagre in maniera sostenibile privilegiando vettovaglie e stoviglie riutilizzabili e ovviamente applicare la tariffazione puntuale premiando economicamente le utenze domestiche e produttive più virtuose.
  5. Sul sito di Malagrotta, presente all’interno del nostro municipio (il XII), chiediamo la convocazione di “Stati generali per il futuro della valle di Galeria” dove associazioni, comitati e cittadini della zona insieme alle Istituzioni presidiano e controllano lo stato di avanzamento dei lavori per le operazioni di bonifica e decidano in modo partecipato il destino di quell’area: fino ad oggi abbiamo assistito ad un balletto di responsabilità, mentre ricordiamo che per legge queste operazioni e le sue spese devono essere a carico del gestore del sito senza alcun cofinanziamento pubblico.

Questo documento vuole indirizzare la politica cittadina sui temi di ambiente e rifiuti e vuole portare un contributo tecnico e di indirizzo da parte di una associazione come LEGAMBIENTE che su questi temi fonda la sua storia, uscendo dal cliché che vede l’ambientalismo contrario a tutto, a partire dalla necessaria realizzazione degli impianti di riciclo. Non abbiamo un problema di consenso elettorale da assecondare, cerchiamo di avere un ruolo proattivo su questo tema.

Siamo consapevoli che non esistono ricette facili a problematiche complesse e proprio per questo facciamo nostra la frase del Maestro Franco Battiato che indicava “come è difficile cercare l’alba dentro l’imbrunire” ma per la nostra storia, per i nostri valori, per le nostre competenze abbiamo il dovere di provare a cercarla.